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Progettare un tetto in legno – a puntoni, ad arcarecci o con catena alta?

La struttura del tetto porta l’intera copertura e decide come potrai usare lo spazio sottostante. Questa guida spiega i tre tipi di base, le pendenze e le sezioni più comuni, i giunti principali – e quando è il momento di coinvolgere un ingegnere strutturista.

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I tre tipi di base: tetto a puntoni, tetto ad arcarecci, tetto con catena alta

Quasi ogni struttura di tetto tradizionale appartiene a una di tre famiglie. Quale sia adatta al tuo progetto dipende soprattutto dalla luce dell’edificio, dall’uso che vuoi fare dello spazio e dalla pendenza prevista.

Tetto a puntoni: il triangolo indeformabile

Nel tetto a puntoni due puntoni contrapposti formano, insieme all’orditura di travi del solaio, un triangolo indeformabile. I puntoni si sostengono a vicenda al colmo, le forze orizzontali vengono trasmesse al solaio al piede – arcarecci o pilastri interni non servono. Ne risulta un sottotetto completamente libero, ma la soluzione funziona solo con tetti abbastanza ripidi (sensato da circa 30°) e luci fino a circa 8 m. Grandi finestre da tetto o abbaini sono difficili, perché ogni interruzione di una coppia di puntoni disturba il sistema portante.

Tetto con catena alta: tetto a puntoni rinforzato

Il tetto con catena alta è un tetto a puntoni con un traverso orizzontale in più, la catena alta. Accorcia la lunghezza libera dei puntoni e rende possibili luci da circa 8 a 14 m. La catena alta si trova di solito nel terzo centrale della lunghezza dei puntoni – spesso in modo che sotto restino da 2,20 a 2,30 m di altezza di passaggio. Un effetto collaterale pratico: l’orditura delle catene alte può servire subito come solaio per il sottotetto.

Pendenza del tettoLuce
Tetto con catena alta in sezione: coppia di puntoni sull’orditura di travi del solaio, catena alta nel terzo centrale della lunghezza dei puntoni.

Tetto ad arcarecci: puntoni su travi

Nel tetto ad arcarecci i puntoni poggiano su travi orizzontali, gli arcarecci: il dormiente in gronda, a seconda delle dimensioni uno o due arcarecci intermedi e una trave di colmo. Gli arcarecci scaricano i loro carichi attraverso pilastri (valore indicativo: ogni 3,5–4,5 m) su muri portanti o sul solaio. Vantaggi: sono possibili anche pendenze basse, e i puntoni si possono interrompere – ideale per abbaini e grandi finestre da tetto. Svantaggi: pilastri e diagonali stanno nel sottotetto, e il consumo di legno è maggiore.

Confronto tra i tre tipi di tetto

CriterioTetto a puntoniTetto con catena altaTetto ad arcarecci
Luce (valore indicativo)fino a ca. 8 mca. 8–14 mquasi libera (pilastri ogni 3,5–4,5 m)
Pendenza sensatada ca. 30°da ca. 30°possibile da ca. 5–10°
Finestre da tetto e abbainidifficilipossibili con limitiben possibili
Sottotetto senza pilastrisìsì, catene alte a vistano, servono pilastri
Consumo di legnobassomediopiù alto
Impiego tipicogarage, piccolo tetto a due faldesottotetto abitabilecasa con abbaini, tetti poco inclinati

Pendenza del tetto: dal manto di copertura al carico neve

La pendenza del tetto non è solo una questione di gusto. Ogni manto di copertura ha una pendenza standard sotto la quale resta affidabilmente impermeabile solo con misure aggiuntive, come un sottotetto impermeabile. Valori indicativi tipici secondo le regole tecniche tedesche dei copritetto:

Per i tetti a puntoni e con catena alta sono tipici da 30° a 50°, i tetti ad arcarecci funzionano anche molto più piatti. Un esempio di calcolo: con 8 m di larghezza della casa e 40° di pendenza il tetto sale su ogni lato di tan 40° × 4 m ≈ 3,36 m – a tale altezza si trova il colmo sopra la gronda. Pensa inoltre al carico neve: sui tetti piatti resta più neve, e nelle zone più nevose (in Germania, per esempio, la zona di carico neve 3) o in quota i carichi da considerare possono facilmente essere il doppio di quelli della zona 1.

Sezioni: valori indicativi per il legno massiccio strutturale

L’interasse abituale dei puntoni va da 60 a 90 cm, per lo più si scelgono da 70 a 80 cm. Per un predimensionamento approssimativo dell’altezza dei puntoni puoi calcolare da un ventesimo a un ventiquattresimo della luce – è una regola pratica per il progetto, non un sostituto del calcolo strutturale. Le sezioni seguenti sono valori indicativi tipici per una casa unifamiliare:

ElementoSezione abituale (valore indicativo)Nota
Puntoneda 8 × 16 a 10 × 22 cmdipende da luce, interasse dei puntoni e carico neve
Dormienteda 12 × 12 a 14 × 14 cmpoggia sul muretto d’imposta o sul solaio, ancorato contro il sollevamento
Arcareccio intermedio/trave di colmoda 12 × 20 a 16 × 24 cminterasse dei pilastri ca. 3,5–4,5 m
Catena alta8 × 16 cm oppure doppia 2 × 6 × 14 cmcollegata su entrambi i lati lavora come una tenaglia
Pilastro (ritto)da 12 × 12 a 14 × 14 cmsempre su muri portanti o travi di sostegno
Tenaglie2 × 6 × 16 cmabbracciano puntoni o pilastri su entrambi i lati

Il materiale standard è il legno massiccio strutturale (KVH) della classe di resistenza C24. Una struttura completa del tetto realizzata da un carpentiere costa, a seconda della zona e della complessità, all’incirca da 60 a 110 € al m² di superficie del tetto – un valore indicativo che varia molto da zona a zona. Quanto costa il legno acquistato a pezzi lo trovi nella guida sulle specie legnose.

Tacche, tenoni e connettori moderni

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Quattro giunti in legno in schema: 1 tenone (pilastro sul dormiente), 2 mezzo legno (giunto a mezzo legno), 3 dente di una diagonale, 4 tacca del puntone sull’arcareccio.

La tacca: il giunto standard tra puntone e arcareccio

La tacca è l’intaglio classico con cui il puntone si appoggia per forma sull’arcareccio. Come valore indicativo vale: profondità della tacca da 2,5 a 4 cm, al massimo circa un quarto dell’altezza del puntone, perché la sezione residua porti ancora. L’angolo della tacca corrisponde alla pendenza del tetto, la superficie di appoggio orizzontale dovrebbe essere profonda almeno circa 5 cm. Se tutte le tacche sono identiche, la lavorazione del legno procede molto più in fretta – un motivo per progettare con precisione le quote degli arcarecci.

Giunti tradizionali e moderni

Importante contro la depressione del vento: ogni collegamento tra puntone e arcareccio deve poter assorbire anche forze di trazione. Il puntone quindi non deve solo appoggiare nella tacca, ma ha bisogno in più di un ancoraggio o di una vite.

Quando ti serve un ingegnere strutturista?

In breve: quasi sempre. Oltre al peso proprio, la struttura del tetto porta neve, vento e spesso un impianto fotovoltaico – gli errori qui si vedono solo dopo anni o al primo inverno nevoso. Un ingegnere strutturista è necessario in particolare per:

Decisive sono sempre le norme edilizie e le prescrizioni locali – valori di tabella e regole pratiche delle guide non sostituiscono una verifica di calcolo. Un semplice calcolo strutturale del tetto costa come valore indicativo da 500 a 1.500 €, denaro ben speso rispetto al rischio di danni.

Passo per passo verso il progetto del tuo tetto

  1. Stabilisci le misure di base: larghezza della casa, altezza di gronda, direzione del colmo e sporgenza del tetto (di solito da 30 a 60 cm).
  2. Scegli il tipo di tetto in base a luce e uso dello spazio: a puntoni, con catena alta o ad arcarecci.
  3. Fissa la pendenza adatta al manto di copertura desiderato.
  4. Suddividi l’orditura dei puntoni: interasse da 60 a 80 cm, tenendo conto della posizione di finestre, abbaini e camino.
  5. Predimensiona le sezioni con i valori indicativi e posiziona i pilastri sopra i muri portanti.
  6. Definisci giunti e controventatura: tacche, ancoraggi, nastro di controventatura.
  7. Fai verificare la statica e adatta le sezioni in modo definitivo.
  8. Prepara la distinta dei pezzi e la lavorazione del legno.

Fonti e normative

Le norme sono a pagamento e sono citate qui solo per la verifica. Fa sempre fede la versione in vigore nel luogo di costruzione.

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