Costruire una casa in tronchi: tipi costruttivi, giunti e perché la parete si assesta
Dal tronco grezzo al tavolone fresato a macchina – una casa in tronchi vive di tre tagli su ogni tronco e del fatto che il legno fresco lavora. Questa guida spiega i tipi costruttivi, la scanalatura longitudinale e l’incastro d’angolo, i giunti d’angolo più importanti e l’assestamento – in modo oggettivo e senza numeri normativi inventati.
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Che cosa distingue una casa in tronchi dalla costruzione a telaio
Nella costruzione in tronchi sono gli elementi di legno sovrapposti orizzontalmente a formare essi stessi la parete portante – non c’è un telaio di montanti da rivestire. Due piani di parete si incrociano ad angolo retto negli angoli, e lì è solo il giunto d’angolo a tenere insieme la casa. Da questo unico principio discende quasi tutto il resto: la forma dei tagli, la scelta del legno e il fatto che una casa in tronchi appena costruita, nei primi anni, si assesta in modo visibile.
I tipi costruttivi: dal tronco naturale al tavolone profilato
“Casa in tronchi” non indica un solo modo di costruire, ma un’intera famiglia, che va dal tronco grezzo alla trave squadrata fresata a macchina:
- Tronco naturale (tronco tondo): un vero tronco, solo scortecciato, nella sua forma cresciuta, che si assottiglia verso l’alto. Lavoro puramente artigianale, ogni tronco un pezzo unico.
- Tondo fresato: legno fresato a macchina fino a un diametro uniforme. Sembra tondo e rustico, ma non si assottiglia più.
- Tavolone squadrato: segato e piallato a spigoli vivi, appiattito fuori e dentro, con maschio e femmina. Permette un montaggio preciso e piante più libere.
- Travi lamellari incollate: molto stabili nella forma, poco assestamento e quasi nessuna fessurazione – l’altro capo della scala.
Dietro ci sono due mondi fondamentalmente diversi. La costruzione fatta a mano (scandinava, canadese, “full scribe”) lavora con tronchi tondi di spessore diverso, ognuno adattato singolarmente a quello sottostante. La costruzione profilata a macchina impila travi fresate in modo uniforme come elementi prefabbricati, con una geometria fissa a maschio e femmina.
Assottigliamento: perché i tronchi naturali si posano alternati
Un vero tronco è più spesso al piede che alla cima, l’estremità superiore più sottile. Il termine tecnico forestale per questa diminuzione è rastremazione: il commercio del legname la misura in centimetri per metro di lunghezza del tronco. Già con un centimetro al metro, su sei metri fanno sei centimetri di differenza. Perché la parete resti comunque orizzontale, i tronchi naturali si posano corso per corso alternando piede e cima. Con i tondi torniti a macchina non serve, perché l’assottigliamento è stato fresato via.
I tre tagli su ogni tronco
Qui conviene una distinzione che nel mestiere si rispetta rigorosamente e che si confonde facilmente: la scanalatura corre per lungo, per tutta la lunghezza del tronco; l’incastro sta di traverso, solo negli angoli.
1. La scanalatura longitudinale sul lato inferiore
Sul lato inferiore di ogni tronco si ricava per tutta la lunghezza una gola concava – la scanalatura longitudinale (anche canale longitudinale, in inglese Swedish cope o lateral groove). Si appoggia sul dorso arrotondato del tronco sottostante e accoglie allo stesso tempo la guarnizione. In sezione è classicamente a V o arrotondata. Nel tronco naturale non è una forma standard: con un compasso da tracciatura si riporta il profilo del tronco sottostante e si lavora la gola esattamente sulla sua curvatura (round on round). Nel tavolone profilato è invece un maschio e femmina fresato con precisione, di solito doppio.
2. L’incastro d’angolo
Dove due tronchi si incrociano, al posto della scanalatura c’è un incastro che li innesta l’uno nell’altro. Le forme più importanti nel tronco tondo:
- Incastro a sella semplice (saddle notch): un incastro a mezzaluna nel lato inferiore del tronco superiore, che si posa come una sella su quello inferiore. Semplice, ma con il ritiro si allenta.
- Incastro a sella doppio e l’incastro canadese, oggi comune nel mestiere: qui anche il tronco inferiore viene sagomato a dorso. Il punto forte della variante canadese è che il giunto, asciugando, si stringe da solo invece di aprirsi.
- Coda di rondine: un incastro a cuneo, di solito a filo senza sporgenza – tipico delle travi squadrate.
Un punto a parte è la sporgenza: con le teste sporgenti le estremità dei tronchi escono oltre l’angolo – il classico aspetto della casa in tronchi –, a filo sono tagliate lisce.
Nota sulle misure: profondità dell’incastro (“circa metà del diametro”) e angoli dei fianchi (“circa 45°”) circolano come valori indicativi, ma dipendono dalla bottega e non sono misure costruttive normate.
3. Il primo corso: il tronco di base
Il corso più basso – il tronco di base (in inglese sill log) – si lavora piano sotto, perché appoggi pieno sulla fondazione, e non ha nessuna scanalatura longitudinale: sotto non c’è niente a cui adattarsi. Solo i tronchi sopra ricevono la scanalatura. E un’altra confusione frequente: nel tronco naturale fatto a mano il lato superiore resta tondo – sopra si appiattisce solo il tavolone profilato a macchina.
Perché una casa in tronchi si assesta – e perché questo decide la forma
Il legno fresco contiene molta acqua e si ritira asciugando. Un’intera parete in tronchi si abbassa così in modo misurabile – i tecnici parlano di assestamento. Come ordine di grandezza, la International Log Builders’ Association indica un ritiro fino al 6 per cento del diametro del tronco, che si somma su tutta l’altezza della parete; riportato grosso modo a una parete alta 2,70 m, fanno circa 16 centimetri. Se non si costruisce con legno essiccato in forno, il riequilibrio dell’umidità e quindi l’assestamento possono durare, secondo la stessa fonte, diversi anni. Decisivo: il legno si ritira molto trasversalmente alla fibra, quasi per niente nel senso della lunghezza. Per questo l’assestamento riguarda l’altezza della parete, non la sua lunghezza.
Da questo movimento si spiega tutta la geometria:
- Giunti che si chiudono da soli: incastro e scanalatura si tracciano in modo che con il ritiro diventino più stretti invece di aprirsi.
- Controllo delle fessure: un tronco naturale contiene il midollo e asciugando si fessura per forza. Un sottile taglio di sega sul lato nascosto guida la fessura dove non si vede.
- Raccordi scorrevoli: sopra porte e finestre e in corrispondenza dei pilastri deve restare spazio per l’assestamento – con collegamenti scorrevoli, mai avvitati in modo rigido.
- Guarnizione: nella scanalatura e nell’incastro c’è quasi sempre una guarnizione nascosta – un tempo muschio o lana di pecora, oggi nastro sigillante precompresso. “Chinkless” significa solo: nessun giunto visibile all’esterno, non del tutto senza materiale di tenuta.
Quale legno
Si usano soprattutto conifere: abete rosso e pino come legni standard economici e ben disponibili, larice e douglasia per una maggiore durabilità naturale nelle pareti, e in Nord America spesso il cedro. Se un legno si posa fresco o essiccato in forno decide quanto la parete si ritirerà ancora in seguito – e quindi quanta misura di assestamento bisogna prevedere.
In breve
Una casa in tronchi non è una parete con un rivestimento sopra, ma una catasta di legni portanti lavorati in tre punti: la scanalatura longitudinale sotto, l’incastro d’angolo di traverso, il tronco di base piano in fondo. Tutto è pensato perché il legno lavori. Chi lo capisce vede in una casa in tronchi finita perché ogni taglio sta proprio lì e non altrove.
Nota: questa guida spiega la struttura e i giunti di una casa in tronchi, non è un dimensionamento statico. Diametri dei tronchi, profondità degli incastri, altezze delle pareti e la misura di assestamento per una casa in tronchi abitata o soggetta a permesso li stabiliscono il produttore, l’impresa di carpenteria o l’ingegnere strutturista; fanno fede le regole edilizie del luogo.
Fonti e normative
- International Log Builders’ Association – specie legnose, ritiro e assestamento
- Informationsdienst Holz – risorse tedesche sulle costruzioni in legno
- Eurocodice 5 – progettazione delle strutture di legno (Commissione europea, JRC)
- DIN Media – fonte per le norme DIN ed EN
Le norme sono a pagamento e sono citate qui solo per la verifica. Fa sempre fede la versione in vigore nel luogo di costruzione.